Itinerari del cuore

Benessere in natura, alla scoperta
delle sorgenti e dei borghi fluviali

Itinerario dell’acqua, dalle montagne ai paesi

Tra sorgenti cristalline
e paesi di pietra.

Tra sorgenti cristalline e paesi di pietra. Un viaggio nei paesi bagnati dalle acque delle montagne abruzzesi, dove il paesaggio fluviale custodisce storie antiche e segreti naturali.

Un orizzonte d’Abruzzo liquido e luminoso: questo itinerario segue il corso dei fiumi, dalle sorgenti limpide che sgorgano tra i monti fino alla loro confluenza nell’Adriatico, attraversando paesi che hanno vissuto da sempre in armonia con l’acqua. Un percorso che invita a rallentare, ad ascoltare il mormorio delle sorgenti, a lasciarsi avvolgere dal verde e dal silenzio.

Qui ogni riflesso d’acqua diventa racconto e ogni pietra memoria.

L’itinerario
tappa per tappa

Popoli Terme,
la città delle acque

A Popoli Terme l’acqua è presenza vitale e costante: sorgente di benessere, risorsa economica e parte integrante della storia del territorio. Le sue acque modellano la vita del paese fin dall’Alto Medioevo, quando era feudo dell’abbazia di San Clemente a Casauria. Il primo nucleo del castello risale all’anno Mille, eretto su una torre di avvistamento e consolidato in epoca normanna. Il massimo splendore è in età angioina, quando i Cantelmo ne fanno uno dei loro principali possedimenti. Oggi i resti del castello si raggiungono lungo un percorso naturalistico, mentre la Taverna Ducale, edificio medievale con portale ogivale, bifore e stemmi araldici, ospita un museo civico. Tra le architetture religiose spiccano la chiesa di San Francesco, tardo duecentesca e modificata nei secoli, con un prezioso rosoncino quadrilobato e un affresco del Compianto al Sepolcro attribuito al Maestro di Caramanico (fine XV – inizi XVI secolo), e la chiesa della Santissima Trinità, a pianta circolare con tiburio ottagonale, decorata con dipinti di Giovan Battista Gamba (1732). Negli ultimi anni Popoli Terme ha visto crescere il turismo grazie al moderno stabilimento termale, esteso su tremila metri quadrati e dedicato a trattamenti termali, sanitari e riabilitativi.

CONSIGLIO
In corso Gramsci, 75 si trova il settecentesco palazzo in cui il 1° febbraio 1891 nacque Corradino D’Ascanio, geniale inventore dei primi prototipi di elicottero e della mitica Vespa della Piaggio.

DA NON PERDERE
La Riserva Naturale Sorgenti del Pescara, una delle più antiche d’Abruzzo, estesa su cinquanta ettari di area protetta e ottantasei di fascia di tutela. Le limpide polle, che emergono dalle profondità del Gran Sasso e del Sirente, sono il regno di folaghe, gallinelle, aironi, anatidi e rapaci come il raro falco di palude. La fauna include anche salamandre, trote fario e gamberi di fiume. La riserva dispone di punti informativi, aree picnic, chalet e capanni per l’avvistamento. Poco più a valle, le acque sorgive si uniscono a quelle dell’Aterno, formando il fiume Aterno-Pescara che attraversa la città di Pescara prima di raggiungere l’Adriatico.

TEMPO DI VISITA CONSIGLIATO: 3 ore

Bussi sul Tirino,
sospeso tra limpidezza e storia

Da Popoli Terme, seguendo la Tiburtina Valeria (Strada Statale 5), si lascia il corso del fiume Pescara per costeggiare quello del suo affluente, il Tirino. Dopo pochi chilometri, lungo la Strada Statale 153, si raggiunge Bussi sul Tirino, piccolo centro che si affaccia sulle sponde del fiume.

UNA BREVE STORIA
Il centro urbano, danneggiato dal terremoto del 2009 e oggi in fase di restauro, conserva l’imponente castello di origine duecentesca, più volte rimaneggiato e appartenuto a importanti famiglie, tra cui quella fiorentina dei Medici. Trasformato in palazzo baronale, è oggi di proprietà privata. La struttura, di pianta rettangolare con elegante cortile interno, presenta sul lato nord una robusta torre quadrilatera. La chiesa parrocchiale dei Santi Biagio e Nicola, di forme barocche, è l’edificio religioso principale del borgo. A lungo fiorente, anche la produzione di ceramica artistica, introdotta nel XVIII secolo da maestri provenienti da Castelli.

DA NON PERDERE
L’area attrezzata lungo la riva del fiume Tirino permette di godere delle acque limpide e fresche, ideali per un’escursione in canoa o per una sosta immersi nel silenzio del fiume.

TEMPO DI VISITA CONSIGLIATO: 1 ora

Capestrano,
tra guerrieri e acque sorgive

Proseguendo lungo la Strada Statale 153, si devia verso sinistra in direzione di Capestrano, un borgo arroccato che domina la valle sottostante. Da qui proviene il celebre Guerriero di Capestrano, statua in pietra del VI secolo a.C. oggi conservata al Museo Nazionale Villa Frigerj di Chieti, testimonianza della civiltà italica dei Vestini che abitavano la zona.

UNA BREVE STORIA
Nel Medioevo il paese ha origini dall’incastellamento delle popolazioni rurali e diventa centro prospero grazie al commercio dello zafferano e alla transumanza, che seguiva il Tratturo Magno. La famiglia Accrocciamuro realizza il castello su una precedente fortificazione normanna, poi ampliata dai Piccolomini. Capestrano ha dato i natali a San Giovanni da Capestrano (1386-1456), frate francescano e fondatore del convento di San Francesco, appena fuori l’abitato. Passeggiando tra i vicoli e le scalinate del borgo antico, ai piedi del castello, si respira ancora oggi l’atmosfera autentica del passato.

DA NON PERDERE
Scendendo verso la piana, si raggiungono le pendici del Monte Scarafano, dove si trova il lago di Capo d’Acqua. Prima della creazione dell’invaso artificiale, qui sorgevano un mulino e un colorificio, i cui resti sono oggi sommersi dalle acque limpide e fredde che impediscono la crescita delle alghe. È possibile esplorare il lago in immersione subacquea o a bordo di piccole imbarcazioni con fondo trasparente.

TEMPO DI VISITA CONSIGLIATO: 2 ore

Come organizzare il viaggio

Durata ideale

una o due giornate piene

Punto di partenza suggerito

Popoli Terme

Strade da seguire

Strada statale 5 Tiburtina e Strada statale 153

Adatto a

Amanti della natura e, in particolare, degli ambienti fluviali, fotografi

Stagione consigliata

dalla primavera all’autunno, sebbene, con l’equipaggiamento idoneo, la stagione invernale, con le nebbie, le brinate mattutine e le gelate, offra spettacoli incomparabili

Mezzo

l’itinerario è percorribile in auto (in una giornata) e in bicicletta (in questo caso si segnala che il percorso Popoli Terme, Bussi sul Tirino, Capestrano copre circa 18 Km con + 285 m – 30 m. Si va su Statale e sui percorsi lungo il fiume Tirino)